La vera storia della Traviata: Marie, la “Lorette” che incantò Parigi
Tra le attività varie ed eventuali a cui sporadicamente mi dedico, c’è l’organizzazione di piccoli gruppi per gite fuori porta o eventi culturali. Vivo in un paese dell’entroterra che, come tanti altri, sta lentamente morendo; per questo metto il mio impegno e la mia capacità organizzativa a servizio di una comunità che a volte sembra dimenticata da Dio.
La nostra prossima uscita è a Bari, per assistere alla Traviata al Teatro Petruzzelli: un’atmosfera magica, con l’allestimento strepitoso firmato da Sofia Coppola e i costumi di Valentino.
L’opera è di tutti
Ogni volta che ascolto la Traviata, il mio pensiero corre subito a mia nonna Filomena.
La rivedo con la sua pelliccia finta (oggi sarebbe “cool” perché ecologica) al Teatro San Carlo. Ne ho parlato con emozione anche ne Il Coraggio della Felicità.
La lezione che mio padre mi diede allora, ormai quasi 50 anni fa fu che l’opera è per tutti, la cultura è di tutti.
Dalla realtà al mito: chi era Marie Duplessis
Tutti abbiamo in mente Violetta Valéry che brinda nel primo atto della Traviata. Ma non tutti sanno che quella donna è esistita davvero. Non si chiamava Violetta, ma Marie Duplessis.
Nella Parigi di metà Ottocento, Marie era una “Lorette”, una cortigiana mantenuta dai nobili più ricchi della città. Se volessimo azzardare un termine moderno, potremmo definirla una escort di altissimo bordo. Ma Marie non era una donna qualunque: era bellissima, colta, suonava il pianoforte e amava la letteratura. Nonostante le origini umili, era riuscita a scalare la scala sociale di una Parigi ipocritamente scintillante.
Il sacrificio e il riscatto di Verdi
Marie, purtroppo, morì di tisi a soli 23 anni, e quanto avesse inciso nella vita di parigi lo dimostrò la folla enorme che partecipò al suo funerale. Per lei Alexandre Dumas figlio, suo amante per un anno intero, scrisse “La Signora delle Camelie”.
Quando Giuseppe Verdi lesse quella storia, decise di trasformarla in musica. Fu uno scandalo senza precedenti: per la prima volta, un’eroina da opera non era una nobile regina o una figura mitologica, ma una una cortigiana, una figura che la società frequentava in segreto ma condannava pubblicamente.
Il titolo scelto, La Traviata, significa letteralmente “colei che ha smarrito la via”. Ma Verdi, con la sua musica, ribalta il giudizio del mondo: ci mostra che sotto i gioielli e il lusso batteva un cuore più puro di quello dei più “rispettabili” cittadini.
Se tutto questo vi sembra lontano nel tempo, pensate a una delle scene più iconiche del cinema moderno: Julia Roberts in Pretty Woman. Quando Vivian entra all’opera con il suo meraviglioso abito rosso, sta andando a vedere proprio la Traviata.

In quel momento, la magia di Verdi rompe ogni barriera: Vivian non è più la prostituta da quattro soldi, ma è lei stessa Violetta in cerca di riscatto.
Appuntamento al Petruzzelli
Proprio come Vivian in Pretty Woman, che si commuove nel palco reale, mercoledì anche noi ci lasceremo trasportare da quelle stesse note

Non sarà solo uno spettacolo, ma un omaggio alla verità e al coraggio di Marie e di tutte le donne.
E voi, sapevate che dietro le arie di Verdi si nascondesse una storia vera così potente?



